San Gimignano e le sue torri gemelle

La primavera come sappiamo è già arrivata e cosa c’è di più bello di andare a fare una bella escursione nei nostri bellissimi paesi che fanno grande la nostra Toscana. Uno di questi è San Gimignano, bellissimo paese Medioevale che dista dal nostro Bed & Breakfast “La casa di Zefiro” circa 50 minuti. San Gimignano è ubicato su una altura e già dalla statale notiamo subito le due torri. L’unesco lo ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” e noi ne diamo atto, in quanto quando si arriva a visitare il cetnro sembra di entrare in una scenografia storica di settecento anni fa. Questa graziosa Terra di Siena è racchiusa da mura del Duecento e viene attraversato da due strade principali, Via San Matteo e Via San Giovanni, che poi vanno ad incrociarsi in due piazze: Piazza del Duomo e Piazza della Cisterna.

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Torri e case-torri, c8 piazza della cisternahe appartenevano a quei tempi alla aristocrazia di finanzieri e mercanti, si elevano agli altri edifici. Nonostante che il tempo sia passato alcune sono ben conservate, mentre altre venivano “mozzate” quando una famiglia prevaleva sull’altra.

Oltre alla magnifica visuale sulle colline sienesi, San Gimignao è famosa, appunto, per le sue “torri gemelle” o meglio, Torri dei Salvucci. Queste torri, appartenevano alla Famiglia Salvucci; una Famiglia Ghibellina, la più famosa della città e diventata famosa sia per il commercio che per l’usura. Quindi queste torri dovevano rappresentare la loro potenza ed è per questo che hanno un aspetto imponente sulla città. Per maggiori informazioni: Visitare San Gimigano

Il Brindellone: lo scoppio del carro a Pasqua

Le origini del Brindellone risalgono al 1099, quando il crociato Pazzino de’ Pazzi scalò per primo le antiche mura di Gerusalemme issando la bandiera dei crociati nella città santa. Al suo ritorno dal Duca Goffredo di Buglione, Duca della bassa Lorena, gli donò  tre schegge del santo sepolcro. Una volta che il valoroso crociato giunse a Firenze, le tre pietre rimasero conservaste al Palazzo de Pazzi e successivamente consegnate alla Chiesa di Santa Maria Sopra a porta di mercato Nuovo, successivamente ampliata e rinominata Chiesa di san Biagio e poi nel 1795 venne soppressa. In quell’anno le reliquie vennere trasferite alla Chiesa dei santi apostoli dove tutt’oggi sono conservate. Mentre per il valoroso Crociato venne accolto con onoranze e con una cerimonia utilizzando un enorme carro che, bruciando diffondesse la fiamma nuova, simbolo della risurrezione di Cristo.

carro

Lo scoppio del carro ormai diventato un evento importante per tutti i fiorentini, viene celebrato nel giorno di pasqua, in quanto gli storici dicono che dopo la liberazione di gerusalemme, nel giorno del sabato santo, i crociati si radunarono in preghiera nella Chiesa dellaRessurzione e consegnarono a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione. A questa cerimonia risale l’usanza pasquale di distribuire il fuoco santo al popolo fiorentino. Ogni anno noi del Bed & breakfast “La casa di zefiro” consigliamo sempre ai nostri ospiti, specialmente agli stranieri, di andare a firenze a vedere questa bellissima cerimonia che consiste, quindi, nel portare il carro, trainato da buoi ornati a festa, custodito a Porta al Prato fino a Piazza del Duomo.  nel far “volare” dall’interno del Duomo di Santa Maria del Fiore viene fatta “volare” una  colomba razzo, che percorrendo, tramite un cavo, tutta la navata, deve colpire il carro provocando lo scoppio dei petardi e mortaretti che lo ornano. Come tutte le storie anche questa ha la sua leggenda, la quale narra che la colombina una volta fatto scoppiare il carro,  deve ritornare nella sede originale di partenza e se tutto funziona porta prosperità e buon augurio per il raccolto. Già dalla mattina le varie corporazioni fiorentine allietano di colori e costumi la città assieme agli sbandieratori e i musici. L’evento inizia intorno alle ore 11, e dura circa 20 minuti.

Il Leccio di Faltognano a Vinci: 200 anni e non mostrarli

Cosa c’è di meglio con la primavera ormai che è già entrata nelle nostre case, con la sua aria fresca e leggera, con il profumo delle prime piante che sbocciano, di parlare di natura? Bene, se avete voglia di ammirare il panorama e prepararvi un bell’itinerario per una giornata, vi consiglio Faltognano. chiesadismaria Faltognano, è un piccolissimo e delizioso borgo che si trova a circa 10 chilometri da nostro Bed & Breakfast “La casa di Zefiro, sul crinale del Montalbano di Vinci, la famosa città natale del genio fiorentino Leonardo da Vinci. Una volta giounti davanta alla Chiesa di Santa Maria Assunta edificata nel XIII° secolo, troverete il soggetto del nostro racconto, il Leccio. E’ uno degli alberi, che fanno parte degli “alberi monumentali” della Regione Toscana e d’Italia. Ha una circonferenza di 5,20 m e un altezza di 19, ma la cosa più importante, oltre alla sua mastodontica presenza, è la sua età, che si aggira intorno ai 200 anni. Quest’albero appartiene alla specie del Quercius ile, che ha la caratteristica di rimanere sempre verde anche d’inverno. Nel 2007 è stato addirittura premiato con il “Turing” dei Consoli della Toscana per gli alberi monumentali.

I veri sapore di Toscana

Uno dei miei più grandi dolori quando vado nei ristoranti è vedere piatti tipici, che vengono presentati in tema rivisitato o scomposto, che va tanto di moda, ma che a me, sinceramente, mi fa veramente sorridere. Adesso noi del Bed & Breakfast “La casa di Zefiro” vi vogliamo dare le vere ricette da poter fare a casa vostra. Iniziamo dall’antipasto: “Crostini di fegatini con acciughe e capperi”, questa ricetta mi fa venire in mente i pranzi domenicali a casa delle mia nonna materna, sono quei sapori che già chiudendo gli occhi ti fanno venire in mente i sapori, i suoni, di quei giorni, come le campane della chiesa che battevano le ore 12, l’odore che arrivava quando si apriva il portone, beh adesso anche voi lo potete fare. Questi sono gli

crostini_toscaniIngredienti:
Fegatini, burro, brodo, 1 o 2 filetti di acciughe, 2 cucchiaini di capperi, pepe e fette di pane raffermo abbrutolito.                                                                                                                                                          Preparazione:                                                                                                                            In una casseruola far cuocere i fegatini nel burro e quando saranno rolosati completare la cottura con il brodo. Tritarli sul tagliere con i filetti di acciughe e i capperi. Rimettere il composto nella casseruola e aggiungere un pò di burro e a ggiungere una presa di pepe. Prendere le fette di pane e spalmare il composto. Passiamo al primo, vi voglio dare una zuppa e un bella pastasciutta.  La zuppa è la famosa “ribollita”, questa la consiglio nel periodo invernale in quanto per essere una vera ribollita deve avere il cavolo nero.

ribollita3Ingredienti:
cipolla, sedano, carota, olio extra vergine di oliva, cavolo verza, 2 patate, 4-5 zucchine, salsa di pomodoro, 400 gr. di bietola, 2 mazzi di cavolo nero, 400 gr. di fagioli già cotti, pane raffermo.
Preparazione:                                                                                                                     Fare un battuto con cipolla, sedano e carota e farli soffriggere con l’olio extra vergine d’oliva. Aggiungere il cavolo verza tagliato grossolanamente, appena inizia a cuocere ed ad appassire, unire le patate tagliate a tocchetti, le zucchine tagliate a tocchetti, successivamente aggiungere la salsa di pomodoro e in fine la bietola, il cavolo nero ed i fagioli con la loro acqua di cottura. Mentre gli ingredienti cucinano, prendere una zuppiera e tagliare a fette sottili il pane. Una volta le verdure sono cotte con un mestolo versare le verdure sul pane e attendere qualche ora per fare in modo che il  pane si bagni. Questo è un piatto che andrebbe mangiato il giorno dopo, perchè come dice il nome ribollita, andrebbe rimessa sul fuocoper farla ribollire. Adesso passiamo alla pastasciutta, cioè alle “Pappardelle all’aretina”. Anche questo piatto è un bel ricordo di famiglia, a quei tempi.

pappardelle

Ingredienti:
1 anatra, olio evo, burro, cipolla, sedano, carota, 2 fette di prosciutto grasso e magro, salsa di pomodoro, sale, chiodi di garofano, nosce moscata, brodo. Per la pasta fatta a mano: 500 gr. di farina, 4 uova, parmigiano.                                                                                                                                   Preparazione:                                                                                                                            Fiammeggiare l’anatra e metterla intera in una casseruola con olio e burro. Una volta ben rosolata su entrambi i lati, aggiungere il battuto, precedentemente fatto, di ciplla sedano, carota e le 2 fette di prosciutto. Una volta ben imbiondito il battuto, aggiungere la salsa di pomodoro, salare e aromatizzare con i chiodi di garofano e la noce moscata. Portare a cottura, aggiungendo se necessita di brodo. poco prima di finre la cottura, aggiungere, il fegato e la milza dell’animale finemente tritati. Preparazione delle pappardelle: Fare la famosa fontana con la farina, aggiungere le uova e lavorare bene fino a formare una palla omogenea. Tirare la pasta formando una sfoglia fine e ritagliare delle strisce. Bollirli in acqua salata. In una zuppiera mettere un mestolo del ragù, scolare la pasta e aggiungerla nella zuppiera. Finire con l’aggiunta di altro ragù e tanto parmigiano. Portare a tavola ben caldo.

polpette-fiorentine

Eccoci al mio piatto preferito, “Le polpette alla fiorentina”. Vi lascio subito la ricetta.

Ingredienti:
carne tritata, aglio, prezzemolo, uova, mollica di pane, latte, noce moscata, sale, farina, parmigiano, olio evo, salsa di pomodoro.                                                                                                                  Preparazione:                                                                                                                            Fare un bel battruto di aglio e prezzemolo e aggiungerlo alla carne tritata. Aggiungere 1 o più uova in base alla quantità di carne tritata, la mollica di pane bagnata nel latte e ben strizzata, noce moscata e sale. Impastare bene tutti gli ingredienti e formare con le mani delle polpette rotonde che poi verranno passate nella farina. In una padella aggiungere l’olio quando sarà ben caldo disoprci le polpette e farle dorare. Aggiungere la salsa di pomodoro e lasciarla cuocere lentamente finoa quando non si ritira e rimane un bel sughetto denso. Cosa manca adesso? Il dolce! non voglio proporvi il classico dolce, ma qualcosa di particolare e veramente tipico, cioè La schiacciata con l’uva e come si dice a Firenze la “stiacciata”.

schiacciata-con-luvaIngredienti:
500 gr. di pasta di pane, olio evo, 1 kg di uva nera e zucchero.

Preparazione:                                                                                                                           

Lavorare bene la pasta del pane con l’olio e zucchero fino a quando non saranno ben assorbiti. In una teglia ben unta stendere metà della pasta. Su questo strato di pasta, stendere abbondanti acini di uva nera, aggiungere altro zucchero ed in fine l’altra metà della pasta a coprire il tutto e a sigillare. Aggiungere dell’una nera e un bello strato di zucchero. Mettere in forno a 180° e togliere al momento che vedete una bella crosta dorata.

 

 

 

Passeggiando sul Montalbano

Il nostro bed & Breakfast “La casa di Zefiro” è situata sulle pendici del Montalbano a circa 400 m s.l.m.. Il territorio del Montalbano si estende per ben 16.000 ettari tra le province di Firenze, Pistoia e Prato toccando esattamente i seguenti comuni: Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Vinci, Carmignano, Poggio a Caiano, Lamporecchio, Larciano, Monsummano terme, Quarrata e Serravalle Pistoiese  tutti quanti ne vale la pena di visitare. Il paesaggio del Montalbano fa da cornice al nostro bed & Breakfast “La casa di zefiro”, in quanto il territorio collinare, prevalentemente, è adibito alla coltivazione di vite e olivi, mentre la parte boschiva con castagni, pini, acace e querce. Tra il XVI ed il XVII secolo, circa 4.000 ettari furono destinati dai Medici alla realizzazione del Barco Reale Mediceo, una vasta area adibita a riserva di caccia di cui oggi rimangono brevi tratti del muro perimetrale. barco realeIl Montalbano è ottimo per gli amanti di passeggiate ed escursioni e si possono effettuare su numerevoli percorsi pedonali e ciclabili che raggiungono località collinari immerse nel verde, siti archeologici, boschi antichissimi come il lecceto di Pietramarina. Ma si possono anche seguire percorsi eno-gastronomici come le strade del vino e dell’olio

vinci

Il Montalbano è ricco di storia basta pensare a Vinci la Città di Leonardo. Vinci ospita un meraviglioso Museo “Museo Leonardiano“, nel quale è esposto una delle più importanti collezioni di modelli di Leonardo ricostruiti sulla base dei suoi preziosi disegni.

cerreto guidi

Cerreto Guidi con la sua bellissima Villa medicea dei conti Guidi che venne adibita a tenuta di caccia in quanto la corte medicea amava organizzare nei boschi circostanti.

artimino

Un’altra famosa Villa, situata a Carmignano, è la Villa medicea “La ferdinanda” di Artimino conosciuta come La villa dei cento camini. La famiglia De Medici nel corso del Cinquecento aveva acquistato molte proprietà fondiarie, che andavano dai boschi alle aree paludose, apparentemente non lucrosi, ma che si rivelarono delle vere e proprie riserve di caccia, pesca e pascolo più che redditizie. Oltre a castelli, ville, edifici storiche, borghi medioevali, il Montalbano è ricco anche di archeologia, uno fra tanti è il sito archeologico di Pietramarina, situato a 10 minuti di cammino dal nostro bed & breakfast “La casa di zefiro e ne vale veramente la pena di andare a visitare sia per la sua collocazione nel parco naturalistico che per la sua bellezza e per la particolarità del “masso del diavolo“. Questo ed altro ancora è il nostro Montalbano e spero di avervi incuriosito per venire a scoprirlo ed ad amarlo come si ama noi.masso

Tra il XVI ed il XVII secolo, circa 4.000 ettari furono destinati dai Medici alla realizzazione del Barco Reale Mediceo, una vasta area adibita a riserva di caccia di cui oggi rimangono brevi tratti del muro perimetrale. – See more at: http://www.montalbano.toscana.it/#sthash.s2yRKwwo.dpuf
si estende per 16.000 ettari nella zona compresa tra le province di Firenze, Pistoia e Prato, è il luogo ideale da cui visitare tutta la Toscana, essendo in posizione centrale e vicino alle maggiori città d’arte: Firenze, Pisa, Lucca, Siena, vicino al mare ed alla montagna. – See more at: http://www.montalbano.toscana.it/#sthash.wBcKI3E3.dpuf
si estende per 16.000 ettari nella zona compresa tra le province di Firenze, Pistoia e Prato, è il luogo ideale da cui visitare tutta la Toscana, essendo in posizione centrale e vicino alle maggiori città d’arte: Firenze, Pisa, Lucca, Siena, vicino al mare ed alla montagna. – See more at: http://www.montalbano.toscana.it/#sthash.wBcKI3E3.dpuf
si estende per 16.000 ettari nella zona compresa tra le province di Firenze, Pistoia e Prato, è il luogo ideale da cui visitare tutta la Toscana, essendo in posizione centrale e vicino alle maggiori città d’arte: Firenze, Pisa, Lucca, Siena, vicino al mare ed alla montagna. – See more at: http://www.montalbano.toscana.it/#sthash.wBcKI3E3.dpuf

Firenze misteriosa ed enigmatica

Firenze, una delle città del mondo con più opere d’arte e purtroppo per chi ci vive non ci fa caso ma non fa nemmeno caso ai piccoli particolari, nascosti, che questa città offre. Noi del Bed & Breakfast “La casa di Zefiro”, vi vogliamo incuriosire dandovi qualche indizio da poter andare a cercare per la vostra visita di Firenze.

porcellino

Nella Loggia del Porcellino, vi consiglio di andare a vedere nel tardo pomeriggio o la sera ( in quanto durante la giornata viene svolto il mercato), si trova un mosaico di marmo raffigurante una ruota. Esattamente qui nel centro dove sorge la ruota o anche pietra dell’acculata, venivano punite le persone che non estinguevano i loro debiti. Questa punizione consisteva nel fargli calare i pantaloni e venivano alzati con un argano e poi rilasciati facendogli sbattere le natiche sulla pietra.

cellini

Continuando il nostro percorso arrivando in Piazza della Signoria, da lì potete andare a visitatare la Galleria degli Uffizi  troverete la Loggia della Signoria o Loggia dei lanzi, perché qui si accamparono i Lanzichenechi nel 1527 di passaggio verso Roma, qui troverete numerose sculture dal Ratto delle Sabine del Giambologna all’Ercole ed il Centauro sempre del Giambologna. Ma noi, vogliamo farvi soffermare al Perseo con la testa della Medusa di Benvenuto Cellini. Osservando la statua da dietro, guardando la nuca di Perseo, vi accorgerete come Cellini stia guadando voi. Pare che lo scultore abbia fatto un suo autoritratto.

cerchio di marmo

Adesso, vi diamo tre misteri che potete trovare in Piazza del Duomo con una visita anche al Grande Museo del Duomo, noi del Bed & Breakfast “La casa di Zefiro” ve li confermiamo, speriamo anche voi. Il primo è il cerchio di marmo. Questa lastra indica il punto preciso che nel 1600 cadde a terra parte della palla di bronzo e della lanterna della cupola a causa di un fulmine. Il Granduca Ferdinando li fece restaurare e ricollocare al loro posto, ma i fiorentini vollero far collocare all’interno delle due braccia della croce due contenitori di piombo con all’interno delle reliquie e una scritta in latino contro i fulmini.

bovino del duomo

Il secondo, è il bovino sul Duomo. Questa strana scultura un pò intrusa anche, ha due significati una è riferita a dare un onore agli animali da traino che vennereo usati per la costruzione del Duomo e l’altra spiegazione anche se viene definita come leggenda, è una leggenda divertente. Durante la costruzione del Duomo, un carpentiere avrebbe avuto una relazione con la moglie di un commerciante della zona. Una volta che scoperto l’adulterio, il commerciante fece condannare l’operaio a far cessare la sua relazione. Egli, per vendicarsi, mise la testa del bovino, con la testa verso il negozio del marito per ricordargli il tradimento della moglie. La terza è anche questa una leggenda, carina da leggere ma da provare. Questa è il soffio del vento in Piazza del Duomo. In ogno giorno dell’anno passando in alcune vie del Duomo, soffia una leggera brezza conosciuta per i fiorentini ” Rifrullo del Diavolo“. Un giorno, il diavolo si mise a inseguire un prete, cercando di prendergli l’anima. Una volta giunti di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, il prete chiese al diavolo di fare l’ultima preghiera prima di dargli la sua anima. Il davolo acconsentì e nell’attesa si appoggiò al Duomo. Ovviamente, il sacerdote ne approfittò dell’ingenuità del Diavolo uscendo da un’altra porta della Cattedrale. Nel frattempo Satana, annoiato per la lunga attesa, aveva cominciato a sbuffare, sollevando così una leggera brezza. Una volta scoperto l’inganno del sacerdote, il soffio divenne un vero e proprio turbine. Da allora, il “Rifrullo del diavolo” non ha mai cessato.

 

via dello studio

 

 

 

Ripercorrere i luoghi di Michelangelo e Leonardo: da Firenze a Vinci

Quest’anno si celebrano i 450 anni dalla morte di Michelangelo e per omaggiare questo grande artista vi consigliamo di visitare la mostra alla Galleria dell’Accademia di firenze dove all’interne troverete l’opera più famosa: il David. La mostra “Ri-conoscere Michelangelo. La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall’Ottocento”  si svolgerà dal 18 Febbraio al 18 Maggio 2014. L’evento  affronta l’interesse che Michelangelo ha sollevato negli artisti dal XIX secolo a oggi, con diverse forme espressive che vanno dalla scultura alla fotografia alla pittura.
Per info:
Vedi il sito web Ri-conoscere Michelangelo
La bella arte non finisce qui, anzi,  percorrendo circa 30 chilometri da Firenze potete andare a Vinci, che dista pochi chilometri dal nostro Bed & Breakfast “La casa di Zefiro”. Vinci, la città del grande genio fiorentino: Leonardo da Vinci. Questo paese immerso nella campagna incontaminata alle pendice del Montalbano, che ha ispirato l’ingegno del maestro del Rinascimento. Arrivati al borgo potete visitare, oltre al bellissimo paesaggio, il Museo Leonardiano e la casa natale di Leonardo, che si trova in località Anchiano.
Il Museo Leonardiano (Castello dei Conti Guidi), ospita una delle raccolte più ampie ed originali dei modelli e delle invenzioni di Leonardo, con riproduzioni precise che spaziano in  diversi settori. Andando per ordine, il percorso, inizia nella sede di Palazzina Uzielli con le sezioni delle macchine da cantiere, delle macchine della manifattura tessile e degli orologi meccanici per proseguire poi al Castello in cui ha trovato la maggior parte dei nuovi allestimenti. Nelle sale medievali restaurate si visitano al piano terreno le sezioni dell’architettura ed ingegneria civile e delle macchine da guerra con gli studi di Leonardo sulle tecniche di fusione delle artiglierie. Il modello della grande ala battente fa da cornice alla sezione del volo, alloggiata nella Galleria dove sono esposti i modelli più noti della meccanica leonardiana come la macchina volante. Al primo piano, nella Sala del Podestà è accolta la grande gru girevole a piattaforma anulare, e si prosegue poi ammirando la bicicletta di Leonardo e il modello del carro automotore, un carro semovente azionato con un dispositivo a molla noto come “l’automobile di Leonardo”. La sala dell’ottica documenta l’interesse di Leonardo per l’ottica fisica e per concludere la Sala delle acque documentata gli studi di Leonardo sul movimento nell’acqua, con particolare riferimento alla navigazione fluviale.Per ulteriori informazioni: www.museoleonardiano.it

vinci

Pontormo e Rosso Fiorentino: Firenze Palazzo Strozzi

La nostra struttura nonostante la sua collocazione di campagna, è un ottimo punto di partenza per le escursioni e per le visite delle città della nostra Toscana, una tra tante è firenze, e vi vogliamo consigliare di visitare in particolar modo il Palazzo Strozzi.

In occasione della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”, la Toscana celebra questi due straordinari artisti presso il Palazzo Strozzi a Firenze dal 8 al 20 Luglio 2014. Questa mostra è dedicata ai pittori più anticonformisti del nuovo modo di vedere l’arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama ‘maniera moderna’, cioè a Pontormo e del Rosso Fiorentino. Questi due artisti si formano con Andrea del Sarto.

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Pontormo, fu pittore sempre preferito dai Medici e aperto alla varietà linguistica e al rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione.

il Rosso, fu invece legatissimo alla tradizione pur con aneliti di spregiudicatezza e di originalità, influenzato anche dalla letteratura cabalistica e dall’esoterismo.

pontormo e rosso fiorentino firenze

Per info:

Prenotazioni
Da lunedì a venerdì
9.00-13.00; 14.00-18.00
tel. +39 055 2469600
fax. +39 055 244145
prenotazioni@palazzostrozzi.org; www.palazzostrozzi.org

 

Montelupo Fiorentino e La Festa Internazionale della Ceramica 2014

Montelupo Fiorentino è stato uno dei centri di produzione della ceramica più importante del periodo Rinascimentale e ancora tutt’oggi è un punto importante nelle visite turistiche sia per il suo museo www.museomontelupo.it che per le sue aziende artigianali famose per  il decoro montelupino più famoso, ossia i secenteschi “Arlecchini”città della ceramica. Il paese di Montelupo si trova a 6 chilometri dalla nostra struttura, facilmente raggiungibile in auto. Essendo, come abbvaimo detto, famoso per la sua ceramica e anche per la terracotta, tutti gli anni dal lontano 1992 si svolge una manifestazione internazionale della ceramica. Questa edizione si svolgerà dal 19 al 22 giugno. Nelle edizioni precedenti avevamo ben oltre 60 autori di grande maestria che fanno onore al nostro made in Italy. Per avere ulteriori informazioni sull’evento: www.festaceramica.it. Ceramica al Tonio

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